Anno Santo Iacobeo

Indulgenza

Il Giubileo non è fatto soltanto delle fatiche dei pellegrini o di porte sante, ma soprattutto di indulgenze. l’indulgenza, di per sé, intende l’attitudine morale di chi perdona facilmente le colpe, parla di misericordia e carità.

Le indulgenze le amministra la Chiesa, che si trova a “gestire” un patrimonio sconfinato, quella realtà che per Paolo VI coincide con «l’infinito ed inesauribile valore che le espiazioni e i meriti di Cristo hanno presso il Padre»; «appartiene inoltre a questo tesoro il valore veramente immenso, incommensurabile e sempre nuovo – aggiungeva papa Montini – che presso Dio hanno le preghiere e le buone opere della beata vergine Maria e di tutti i santi». Un patrimonio sconfinato di bene che la Chiesa distribuisce tra gli uomini per riequilibrare i guai provocati dal peccato.

Parlare di indulgenza spinge a parlare di pene e cioè di Purgatorio, per descrivere attraverso metafore giudiziarie responsabilità e conseguenze delle nostre azioni. «Ogni peccato, infatti, causa una perturbazione nell’ordine universale – continuava Paolo VI – e la distruzione di beni immensi sia nei confronti dello stesso peccatore che nei confronti della comunità umana». Perdonarci i peccati è l’opera di Cristo Redentore, ristabilire l’ordine è il compito della pena, che dice dunque la fatica e la resistenza della nostra creaturalità fragile a inserirsi nel piano di Dio. L’indulgenza arriva lì, cancellando in tutto o in parte la pena, qualora si configuri come plenaria o parziale.

Leggiamola attraverso la metafora della malattia. Guariremo e usciremo dal Covid. A quel punto chi toglierà dalle nostre spalle le conseguenze di un tempo così lungo di paura, isolamento, incertezza?

Giovanni Pisano, Crocifisso di Ripalta, Chiesa di Sant’Andrea (inizio XIV secolo)

Per ottenere l’indulgenza

L’indulgenza è uno speciale dono di grazia, che libera dall’impronta negativa che il peccato – pur se perdonato – ha lasciato nel cuore.

Le condizioni per ricevere questo dono sono:
Attraversare la Porta Santa della Basilica Cattedrale di San Zeno in un sincero atteggiamento di conversione e di distacco da ogni peccato;
Pregare il Padre Nostro, davanti al Fonte Battesimale all’interno della Cattedrale, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
Ricevere il dono dell’assoluzione sacramentale e della Comunione eucaristica, nello stesso giorno in cui sei in pellegrinaggio a Pistoia. Oppure nei giorni immediatamente precedenti o entro alcuni giorni successivi;
Pregare per il Santo Padre e le sue intenzioni, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice, ed invocare per lui e per il mondo intero l’intercessione di Maria Santissima all’altare della Madonna delle Porrine;
Confessare la Professione di Fede della Chiesa, per riaffermare la propria identità cristiana, recitando il Credo, alla Cappella dell’altare d’Argento di fronte alla preziosissima reliquia di San Giacomo.