Anno Santo Iacobeo

Cammini spirituali

foto di Mariangela Montanari

Il valore del viaggio

Ogni viaggio è anche un’esperienza dello spirito. In particolare il pellegrinaggio alle reliquie dei santi, fin dal medioevo intende attivarne la forza spirituale per ottenere protezione, guarigione, salvezza. Così i santi, come Santiago – San Jacopo salvano il viaggiatore anche durante il cammino prima o dopo l’arrivo, rimediando alle violenze degli uomini e alle loro cattiverie. Su questa terra, ricordava non a caso San Pietro, siamo tutti “stranieri e pellegrini” (1Pietro 2,11) in lotta con le forze del mondo e gli istinti della carne. Riconoscersi pellegrini significa dunque sentirsi con un piedi, anzi, con tutti e due, già lanciati verso l’orizzonte di Dio. Il pellegrinaggio e il viaggio incontro a un santo è segno di salvezza.

Un cammino spirituale

Per vivere in profondità l’Anno Santo Iacobeo, nella sua lettera pastorale il vescovo propone a tutti «un “cammino” interiore che ognuno può compiere, anche restando a casa, anche nel caso di lockdown prolungati», ma anche da compiere «venendo personalmente in pellegrinaggio per venerare la reliquia di San Giacomo, passando per la porta Santa, personalmente o con la propria parrocchia o in piccoli gruppi.
Un cammino interiore che, alla scuola dell’apostolo Sant’Jacopo ci faccia “pregare, ripensare e continuare ad amare”». «Il cammino che vi propongo in quest’anno giubilare – afferma il vescovo – serve proprio a questo: a verificare su che cosa poggia la nostra vita e quella delle nostre comunità e se il fondamento è davvero il Signore Gesù, per ripartire, rinnovati, per la realizzazione del Regno di Dio».

Le tappe del cammino

Prima tappa: partire
«Facciamo un po’ in silenzio. Prendiamoci del tempo, troviamolo, per riflettere un po’ e pregare. Per riflettere sul cammino della nostra vita, ripen-sando all’amore di Dio che ci ha voluti e chiamati per una missione.
Domandiamoci: cosa cerco, cosa voglio, dove intendo andare nella mia vita?»
Seconda tappa: lasciare la nostra terra
«Che cosa è l’essenziale che non può mai mancare nella nostra vita?»
Terza tappa: insieme ad altri viandanti
«In questa tappa del cammino ci domandiamo: abbiamo coscienza della presenza degli altri nella nostra vita? E quanto contano questi altri?»
Quarta tappa: la fatica del cammino
«In questa tappa decisiva del cammino che stiamo compiendo, dobbiamo fare pace con le nostre stanchezze e con le difficoltà. Dobbiamo fare pace nel senso che dobbiamo considerarle la normalità del cammino. Perché ci può essere forse un cammino senza fatica?»
Quinta tappa: per boschi, valli e colline, attraversando borghi e città
«Forse è il momento per valutare quale sia il nostro atteggiamento verso il creato e quale sia la nostra responsabilità. Sappiamo custodire la nostra casa comune?»
Sesta tappa: sostare per riprendere fiato
«Diamo spazio al risposo interiore nella nostra vita? Ci dobbiamo chiedere se ci sono momenti di ricarica spirituale; se diamo spazio alla preghiera, alla meditazione, nell’ascolto attento delle Sacre scritture che sono parola di Dio».
Settima tappa: l’arrivo con l’esempio dell’apostolo Giacomo per una vita nuova
«Afferrati da Cristo e rinati con lui a vita nuova, sceglieremo con convinzione di servire i nostri fratelli e le nostre sorelle nell’amore, lavorando per un mondo migliore, più giusto e pacifico. Ma tutto questo, è davvero importante per noi, per me?»
foto di Mariangela Montanari