I vescovi toscani sui passi di San Jacopo

I vescovi toscani sui passi di San Jacopo

Sabato 19 settembre è stato celebrato il giubileo delle Diocesi toscane

Domenica 19 settembre erano presenti attorno alla reliquia di San Giacomo apostolo i vescovi di Firenze e Fiesole, il cardinale Betori e mons. Meini, l’arcivescovo di Lucca Giulietti e quello di Pisa Benotto, il vescovo di Pescia Filippini e poi Migliavacca di San Miniato, Ciattini per Massa Marittima, Mons. Manetti per Montepulciano, Chiusi, Pienza.

Dopo il passaggio attraverso la Porta Santa è stata celebrata la messa presieduta dal vescovo di Pistoia Fausto Tardelli.

“Noi oggi siamo qui, – ha ricordato il vescovo nella sua omelia – a rappresentare le chiese di Toscana, sulle orme di chi ci ha preceduto nel segno della fede”.

Tardelli ha quindi ricordato tre aspetti significativi della figura di Giacomo apostolo, rivolgendosi principalmente ai suoi confratelli.

In primo luogo ha indicato il suo essere amico di Gesù. “L’amicizia profonda di Jacopo con Cristo ci richiama allora a quello che è il rapporto fondamentale di ogni cristiano: quello cioè con Cristo, via, verità e vita. È questo rapporto, questa relazione, che ci costituisce come cristiani. Non una ideologia, non una morale, non una teoria”.

In secondo luogo, ha ricordato Tardelli, san Jacopo è il santo del cammino, fisico, interiore, spirituale: “possiamo guardare a Jacopo anche come testimone di un cammino. Di un cammino interiore, innanzitutto. Un cammino di conversione”.

L’ultimo insegnamento che ci viene da San Jacopo – ha concluso Tardelli -, arriva dal suo essere stato apostolo. «Egli è un apostolo, inviato dal Signore ad annunciare la buona notizia del Regno; egli porta il tesoro del Vangelo pur essendo un vaso di creta … Comunicare il tesoro nascosto nel campo e la perla preziosa che vale più di tutto, pur se esigente e critico nei confronti delle presunzioni del mondo, resta l’atto più grande della carità. Abbiamo bisogno urgente della parresia degli apostoli. Abbiamo urgente bisogno della parresia di San Giacomo. Anche per questo siamo qui, stasera, a venerare la reliquia del suo corpo martirizzato. Per essere Chiesa non muta ma che testimonia e parla con coraggio e sempre per amore».

«Un richiamo alle radici apostoliche delle nostre chiese» – ha commentato il Cardinale Betori a nome degli altri vescovi. «Il radicamento apostolico è molto importante. Non dimentichiamo mai che il nostro annuncio evangelico deve essere radicato nella tradizione apostolica e nelle scritture. L’altro aspetto è quello del cammino. Un cammino sinodale aspetta le chiese italiane. Nella testimonianza dell’apostolo Giacomo troviamo un invito a pensarci come chiesa non statica, non chiusa, in cammino con gli uomini».

Prima di rientrare in sagrestia i vescovi toscani hanno reso un saluto corale al vescovo Atto, fautore del culto iacobeo.

Foto di Mariangela Montanari

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