Pellegrinaggio diocesano di San Jacopo – La processione solenne

Pellegrinaggio diocesano di San Jacopo – La processione solenne

Sabato 24 luglio è stata celebrata la solenne processione di San Jacopo. Erano presenti il vescovo Tardelli e l’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti, i canonici della Cattedrale, numerosi presbiteri, religiose e molti fedeli. La processione è partita da Piazza San Francesco accompagnata dalla banda Borgognoni, dirigendosi, al canto delle litanie e con la lettura di alcuni brani della lettera pastorale del vescovo Tardelli, fino alla Piazza del Duomo. Sulla soglia del portale centrale della Cattedrale era esposta la reliquia di San Giacomo apostolo. Il vescovo Tardelli e Giulietti sono poi saliti sulla loggia dell’antico palazzo dei vescovi per un momento di preghiera e per impartire la benedizione ai presenti. L’arcivescovo Paolo Giulietti ha rivolto un saluto e un pensiero ai presenti.
-“Ripensare”, dalla lettera del vescovo Tardelli.
“Esci dalla tua terra”, dalla lettera pastorale del vescovo di Santiago. Due espressioni con cui vorrei proporre una riflessione.
La pandemia ci invita a ripensare. Questo ripensamento non è possibile senza un altro verbo. Il verbo uscire. Esci da te stesso, dal tuo egoismo, dalla tua visione chiusa e sfiduciata della vita e della storia.
Ogni pellegrinaggio inizia con l’uscire. C’è il rito della consegna del bordone, della consegna della bisaccia ma anche del testamento. Si esce dalla propria vita. Ripensare ci chiede il coraggio di uscire. Se non si è disposti a uscire, perdere, cambiare, il cambiamento resta una velleità. Il Signore passa, chiama e i discepoli escono dalla loro famiglia dal loro orizzonte. Chiediamo il coraggio di uscire. Non a parole. Uscire davvero, chiediamo di essere disposti a un vero cambiamento. Facile parlare di giustizia senza impegno, di amore senza fedeltà, di diritto senza responsabilità. E tu uscirai? Avremmo il coraggio di uscire per ripensare?
Che l’apostolo Giacomo primo tra gli apostoli ci aiuti a uscire per ripensare la propria vita personale, collettiva ed ecclesiale.

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