Impariamo da Giacomo

Impariamo da Giacomo

In occasione della veglia di adorazione per la novena di San Jacopo il vescovo Tardelli ha proposto una breve riflessione sull’apostolo.
“Giacomo fu compagno vicinissimo di Gesù, suo amico intimo (…). È dunque importante l’opera missionaria di Giacomo, è importante il suo martirio — fu il primo fra tutti gli apostoli a versare il sangue—, ma la radice della sua missione, la radice della sua testimonianza fino all’effusione del sangue, sta in quella vicinanza con Gesù vissuta giorno per giorno, quotidianamente. Una vicinanza strettissima, che ha dato modo a Giacomo di osservare il Signore, di ascoltarlo, di vederlo operare, nella gloria della trasfigurazione e nell’agonia del Getsemani. Questa vicinanza ha modellato Giacomo. Una vicinanza che ha rappresentato per Giacomo una scuola. Ha imparato a mettersi all’ultimo posto, a servire il maestro. Questa vicinanza è stata una scuola, una amorevole vicinanza, un’amicizia profonda. Soltanto gustando di questa vicinanza, fatta di disponibilità a imparare e ad acquisire la mentalità di Gesù si coglie la radice della sua missione apostolica. È questa vicinanza che ha dato la forza a Giacomo di dare la vita per Cristo.
Anche per noi diventa importante restare con Gesù, avere consuetudine con Lui, con la sua Parola, con il Suo Corpo dato per noi – il pane della vita – questa consuetudine giornaliera, questo dialogo gustante, questa vicinanza fatta di ascolto, di attenzione, di adorazione, di ammirazione, di apprendimento, questa vicinanza, questo contatto con Gesù è fondamentale per la nostra vita. È questo contatto che ci dà il coraggio di testimoniare Gesù nel mondo di oggi, che ci dà il coraggio di essere autentici in mezzo alle difficoltà del tempo presente e ci dà anche la forza di soffrire, di patire per Cristo, fino anche a dare la vita per l’amore dei fratelli. Impariamo da Giacomo”.