Insegne e memorie per i pellegrini di ieri e di oggi

Insegne e memorie per i pellegrini di ieri e di oggi

Alla libreria San Jacopo sono disponibili le medaglie commemorative dell’Anno santo iacobeo e altri gadget ufficiali

«Una coppa e un fagotto aveva al fianco / un centinaio di ampolle sul cappello / ricordi eran del Sinai, conchiglie di Galizia / sul mantello più croci e le chiavi di Roma / davanti una Veronica, perché tutti sapessero / e gli emblemi indicassero dove si era recato// ». Il poema inglese Piers Plowman, attorno alla fine del XIV secolo non nasconde l’ironia nel descrivere un pellegrino sovraccarico di “insegne”, segni eloquenti di una vita di pellegrinaggio.

Gerusalemme, Santiago, Roma: quale che fosse la meta in ogni dove era possibile recuperare “souvenir” o più serie e inequivocabili testimonianze di aver percorso davvero chilometri e chilometri sui passi della fede. Solo a Santiago si recuperava il “pecten maximus” da appendere al cappello o al bastone, soltanto a Roma si poteva trovare la Veronica che riproduceva la misteriosa effigie del volto santo, sempre dalla Città eterna provenivano placchette da cucire a cappelli o vestiti con le figure di Pietro e Paolo, o con le chiavi di Pietro. Oggetti del genere sono stati recuperati dagli archeologi un po’ in tutta Europa. Testimonianze iconografiche altrettanto distanti (dai paesi bassi all’Italia, fino a Santiago) attestano la diffusione e l’uso delle “insegne”.

Il fregio dell’ospedale del Ceppo, ad esempio, nella formella che mostra l’accoglienza dei pellegrini, dà un eloquente testimonianza delle insegne dei pellegrini con le conchiglie iacobee appuntate sul cappello. Non solo souvenir, “credenziali” ante litteram di un pellegrinaggio, le insegne erano anche in grado di attestare uno status: quello del pellegrino, da accogliere e sostenere nel viaggio. È pur vero che accanto alla devozione da sempre fiorisce anche la superstizione: le insegne infatti, avevano talvolta il sapore di amuleti in grado di proteggere chi li indossava o di garantire una più fausta sorte ultraterrena. Le insegne, però, attestavano allo stesso tempo che la santità non è qualcosa di lontano o separato dalla vita e che per primo il Signore ha camminato le vie degli uomini.

Passano i secoli ma non viene meno il desiderio di riportare a casa il ricordo di un viaggio. Se i più attrezzati e volenterosi appassionati di veri cammini puntano alle tanto agognate credenziali, esistono pure vie di mezzo capaci di custodire con garbo il senso di un viaggio, magari alla luce della fede. Per i pellegrini che giungeranno a Pistoia quest’anno esiste, ad esempio, una bella conchiglia in argento da appendere al collo. Testimonianza di valore del passaggio a Pistoia, dove da sempre “il nicchio” ricorda il culto iacobeo e lo segnala nei luoghi chiave della fede e delle istituzioni civiche.

Si rifà proprio a un antico sigillo del Comune di Pistoia, risalente all’inizio del XIV secolo e custodito al museo del Bargello di Firenze, la medaglia commemorativa dell’anno santo iacobeo. Realizzata in argento e in bronzo è stata ideata dalla “Bottega orafa di Nello” e in particolare dall’artista Cesare Giovacchini, quindi confezionata dall’azienda orafa dei fratelli Pazzaglia di Pisa. La medaglia riproduce sul fronte un san Jacopo apostolo non dissimile dall’antico sigillo, e sul retro una veduta della cattedrale e del campanile di Pistoia.
Per iniziativa del vescovo sono state realizzate anche due piccole statuette dell’apostolo Jacopo che riproducono la statuetta sbalzata e dorata di Giglio Pisano collocata al centro del dossale dell’altare d’argento. La statuetta è la rielaborazione di una stampa 3D già donata a Mons. Bianchi in occasione della sua partenza da Pistoia, ma oggi riproposta con maggiore resa e dettaglio, accompagnata da un piedistallo di plexiglas.

Anche la statue, in resina, hanno un duplice aspetto in oro o in argento. La conchiglia d’argento, le medaglie e le statuette sono disponibili alla Libreria San Jacopo di Pistoia in via Puccini.

(u.f.)

Tratto da “La Vita” del 18 luglio 2021