Un cammino che unisce e fa crescere l’accoglienza

Un cammino che unisce e fa crescere l’accoglienza

Da Pietrasanta a Pistoia un nuovo tracciato. Ora i pellegrini dalla Francigena possono raggiungere la nostra città. Aperto l’ostello di Sant’Andrea che conta 12 posti letto

 

di Ugo Feraci

L’ultimo tratto è tutto in salita: sei rampe di scale per raggiungere la saletta della cultura del Comune di Pistoia. Ma il vero pellegrino non si concede l’ascensore e poi nella sala di fronte alla chiesa di Sant’Andrea, c’è da presentare una bella novità.

A dire il vero di novità, giovedì 17 giugno, ce n’erano più di una: la prima è che dopo mesi difficili ha preso il via la mobilità dei pellegrini; la seconda è la presentazione di un nuovo tratto di cammino che da Pietrasanta arriva a Pistoia nel segno di San Jacopo, la terza è l’inaugurazione dell’ostello di Sant’Andrea a cura della confraternita di san Jacopo di Perugia. Possiamo anche aggiungerne una quarta, e cioè il fatto che a Santiago de Compostela — come ricorda l’assessore Alessandro Sabella, instancabile animatore di iniziative legate a pellegrinaggi e tradizioni iacobee — Pistoia si farà conoscere da pellegrini e turisti con uno spazio informativo dedicato al nostro territorio e alla città.

Novità che ribadiscono la forza generativa di un’identità segnata dalla reliquia di un apostolo e da una storia di pellegrinaggio e accoglienza. Fuori Pistoia lo hanno capito bene, ad esempio a Valpromaro, paesello sulle Apuane non lontano da Camaiore, che da più di vent’anni ha intuito le potenzialità delle antiche vie di pellegrinaggio. Da qui è stato creato un nuovo tracciato che congiunge la via Francigena a Lucca, dove si innesta nel già esistente Cammino di San Jacopo. L’ha percorso e attrezzato di segnaletica Luciano Callegari, pellegrino doc, autore di numerose guide sulla Francigena e sul Cammino di Santiago, membro dell’associazione “Accoglienza pellegrini”. «Vicino a Lucca — racconta Callegari —abbiamo trovato una sosta a Lammari in un nuovo ostello aperto in parrocchia. Poi abbiamo individuato altre accoglienze a Pescia e a Serravalle».

«Il percorso che unisce Pietrasanta e Pistoia, prevede 10 tappe di circa 20 km ed è un tratto molto bello perché andare sulle colline camaioresi, aggiunge Callegari — porta a vedute straordinarie ». Da Lammari si apre il Cammino di San Jacopo, che unisce Firenze e Lucca puntando da direzioni diverse a Pistoia. «Un cammino — spiega Paolo Rindi, delegato dalla Confraternita di san Jacopo di Perugia – che contro ogni aspettativa sta molto crescendo. Sul cammino sono una novantina le realtà che fanno accoglienza, con prezzi calmierati per pellegrini con credenziale». Ridiscese le sei rampe di scale Rindi ha illustrato il nuovo ostello di Sant’Andrea aperto in questi giorni della Confraternita di San Jacopo. La sede è nella canonica della parrocchia e si affaccia sul chiostro interno: una magia di silenzio, verde e storia incastonata tra la pieve di Sant’Andrea e la chiesa di San Filippo. L’ostello, che la parrocchia ha concesso in comodato d’uso alla Confraternita, dispone di 12 posti letto e offre accoglienza a quanti sono in cammino. Non ci sono tariffe: ognuno lascia quello che può. Uno spazio significativo per la città che rappresenta un tassello per il futuro.

A piedi da Valpromaro

Dal 2000 il Comitato paesano di Valpromaro ha aperto un ostello per viaggiatori e pellegrini. «La casa del pellegrino — spiega Iacopo Menchetti, giovane membro del comitato — ha intessuto tante e significative relazioni. È una comunità di 200 abitanti che ha scelto la formula della porta aperta per mantenere uno stile, una sobrietà, una sostenibilità». «Che vogliamo fare? Proporre ai pellegrini — spiega Menchetti — una meta e una meta vicina: quella di Pistoia, indirizzando i pellegrini che passano da Valpromano». Per info: (www.davalpromaroapistoia.it).

(dal settimanale “La Vita” del 20 giugno 2021)