Un dipinto con San Jacopo per l’ospedale di Pistoia

Un dipinto con San Jacopo per l’ospedale di Pistoia

Il quadro, raffigurante San Jacopo apostolo, è stato collocato nelle Cappelle del Commiato

 

di Daniela Raspollini

 

Un dipinto con il patrono di Pistoia per l’Ospedale San Jacopo. È il dono di Francesca D’Amelio (36 anni di Lamporecchio) per rendere meno fredde e spoglie le Cappelle del commiato. Il dipinto riproduce San Jacopo nelle vesti di pellegrino secondo l’iconografia tipica pistoiese, cioè con mantello rosso, galero, bordone e scarsella, collocato davanti alla Cattedrale. Un gesto che acquista un particolare rilievo nell’anno giubilare dedicato all’apostolo.
«Il quadro iacobeo – spiega in un comunicato la direzione dell’Ospedale – ci risveglia alla carità, in particolare verso i poveri, i sofferenti». «In questo tempo di difficoltà e di sofferenza per la pandemia non possiamo restare indifferenti di fronte ai tanti fratelli e sorelle, vittime del Covid, in un modo o nell’altro». Il dipinto nasce dalla volontà della stessa pittrice che è anche infermiera presso l’ospedale di Pistoia. La donazione ha avuto luogo mercoledì 19 maggio, alla presenza dei due cappellani ospedalieri, don Sebastien Nawej Mpoi e padre Natale Re, della direttrice sanitaria Lucilla di Renzo e della pittrice a cui abbiamo rivolto alcune domande.

Come è nata l’idea di donare un quadro raffigurante il santo patrono all’ospedale?
In realtà il quadro del Santo Patrono dell’Ospedale è un tema scelto da Don Sebastiano, perchè nonostante San Jacopo sia il Santo Patrono di tutta Pistoia abbiamo poco di lui; nonostante i locali religiosi dell’ospedale .. non era presente nessun quadro che lo rappresentasse. “San Jacopo Patrono di Pistoia” è il secondo quadro che ho donato; tutto è iniziato con il “Padre Pio” il primo quadro donato alla cappella dell’Obitorio del San Jacopo.
Il “Padre Pio” è una raffigurazione a grandezza reale del santo di Pietrelcina su un pannello di faggio 160 cm per 60 cm con pittura ad olio. Il dipinto nasce da una promessa che ho fatto quando sono stata in visita a San Giovanni Rotondo. Volevo portare la sua presenza nel mio Ospedale, la protezione di Padre Pio in tutta la sua grandezza naturale alle persone che necessitavano di conforto e sollievo dalle proprie sofferenze. Alla consegna del quadro, ho notato la Chiesa così spoglia che mi sono offerta di realizzare un altro quadro che potesse far compagnia al Crocifisso e alla piccola statua della Madonna. Solo allora, osservando il maestoso “Padre Pio” che illuminava l’angolo sinistro della cappella è nata l’idea di rendere omaggio al nostro Patrono con un quadro altrettanto luminoso e grande (si tratta di un olio su tela di 120 per 160 cm).

La tua donazione cade per l’anno santo iacobeo: un momento speciale per la Chiesa di Pistoia, anche se pesantemente segnato dalla pandemia.
Ho iniziato a realizzare il quadro l’anno scorso, verso dicembre, e sono riuscita a terminarlo nell’anno di San Jacopo. Una bella soddisfazione in questo periodo di grande lavoro per noi operatori sanitari. Il mio obiettivo più grande era riuscire a terminarlo prima della festa di San Jacopo. Vorrei che questo anno ci permettesse di conoscere meglio questo santo, approfondire la sua storia e il suo vissuto. Vorrei, inoltre, che questo anno fossero tutti i pistoiesi a collaborare in un bellissimo omaggio al nostro Patrono.

Pittrice, ma anche mamma e infermiera: come riesci a conciliare questi tuoi impegni?
Diciamo che prima di tutto sono una mamma e poi infermiera, entrambi ruoli molto impegnativi in questi ultimi due anni. Sicuramente essendo la pittura una passione e non un impegno lavorativo, può essere coltivata nel tempo libero coinvolgendo la mia famiglia; in particolare la mia bambina di 4 anni Alice. Specialmente nel “Padre Pio” iniziato in pieno lockdown a marzo 2020 con le scuole chiuse e terminato a luglio 2020. La mia bambina mi ha aiutato tanto nel riempire il grande saio marrone sulla tela, dove essendo l’abito grande non occorreva una competenza specifica e particolare finezza nel dipingere. E poi penso che la mia bimba sia molto portata alla pittura.

Come hai vissuto questo tempo di Pandemia?
Ho vissuto e visto tanta sofferenza che ha impresso per sempre la nostra psiche le nostre paure, e che ci porteremo dietro per tutta la vita. Lo sguardo fiero e sicuro di San Jacopo che veglia su Pistoia vorrei che imprimesse un forte senso di protezione e colore con il suo mantello rosso fuoco sventolato dal vento. Mi auguro che con il suo grande bastone possa essere simbolo di una pandemia che sta terminando.. un po’ come il bastone di Mosè, quando divide le acque segnando la libertà per il popolo ebraico. E vorrei che queste figure potessero essere sollievo per le anime sofferenti, come per dire, siamo qua per voi: affidateci tutte le vostre sofferenze e insieme saremo più forti.