Una Cattedrale come non l’hai mai vista

Una Cattedrale come non l’hai mai vista

Una visita virtuale che viene in aiuto a fedeli, pellegrini e amanti dell’arte

 

Una visita nel Duomo di Pistoia non è soltanto l’occasione per conoscere un patrimonio storico e artistico di assoluto rilievo (qui hanno lasciato il segno Filippo Brunelleschi e Giorgio Vasari, sono custodite opere di Andrea del Verrocchio, memorie di personaggi illustri e capolavori di oreficeria), ma è anche per sentirsi parte di un percorso nella fede che attraversa i secoli e continua a raccontare la vitalità del Vangelo.

L’anno santo iacobeo, invita a ricordare il tesoro più prezioso della Cattedrale: la reliquia dell’apostolo Jacopo, testimonianza concreta di una vita trasformata dall’incontro con il Signore, presenza a cui affidare la propria vita, segno e rimando ad una santità possibile.

 

Oggi è possibile esplorare la Cattedrale online, attraverso una visita virtuale messa a punto dal pistoiese Daniele Grieco.

Daniele, quali sono i punti di forza della sua visita virtuale?

Il primo aspetto è proprio di offrire nell’anno iacobeo l’opportunità di “visitare” la Cattedrale, sia a chi ne ha il desiderio, ma ha difficoltà per le limitazioni agli spostamenti, che e coloro che non ci sono mai entrati, soprattutto se ancora non conoscono Pistoia.
Ma non è la tecnologia quello che deve essere evidenziato, ma le opportunità che questa offre. E ce ne sono alcune, legate proprio all’anno iacobeo, a cui tengo e che mi hanno spinto in questa iniziativa. La prima è di utilizzarlo come supporto a momenti di raccoglimento o preghiera con coloro che per gravi motivi non possono uscire di casa, come anziani e infermi. Mi piace pensare che la visione della Porta Santa e delle varie tappe in Cattedrale del percorso dell’indulgenza possa essere motivo di conforto. Iniziativa che i giovani delle parrocchie potrebbero facilmente attuare.

Un secondo è che con il tour si rendono visibili e facilmente fruibili delle zone della Cattedrale che, quando si accede per motivi liturgici o brevi visite, vengono normalmente trascurate.

E infine che è uno strumento suggestivo capace di trasmettere l’invito a visitare la nostra Città, la sua storia e i suoi tesori, un invito grazie al web facilmente estendibile a tutto il mondo, e senza il bisogno di tante spiegazioni.

Come funziona la visita?

Il Tour Matterport è quello che tecnicamente si definisce un “gemello digitale”, per cui ci si comporta nello stesso modo come se si fosse presenti dal vivo: si esplora liberamente lo spazio e se ne osservano in dettaglio i particolari di interesse.
La visita avviene in modo abbastanza naturale, e vorrei dire quasi emozionante. Da smartphone si utilizzano le dita sullo schermo per muoversi nella scena o cambiare direzione, e con i “tocchetti” si procede avanti. Da un computer queste operazioni si fanno con il mouse o le freccette.
Basta una iniziale presa di confidenza. Fortunatamente ormai tablet e smartphone sono davvero di uso comune. Mia mamma a 88 anni potrebbe insegnare a tanti come fare le ricerche su Google!

Come ha realizzato un lavoro simile?

Viene realizzato con una determinata sequenza di fotografie a 360° usando una speciale fotocamera e un software di acquisizione dedicato. Poi il tutto è processato su una piattaforma da uno specifico algoritmo per alcune ore, che restituisce poi il link al quale collegarsi via internet per vedere il tour.

Esistono vari sistemi di realtà virtuale sul mercato, ma quello sviluppato da questa azienda statunitense è attualmente il migliore nel rapporto tra qualità delle immagini e facilità di uso.

Nel realizzare questo tour virtuale ha scoperto qualcosa di nuovo in Cattedrale? Cosa è cambiato nella sua percezione dell’edificio?

Sono sincero, trascorrere alcune ore da solo in Cattedrale per la realizzazione, è stato un privilegio inaspettato, e ringrazio di cuore la Diocesi per avermene concesso la possibilità. In tutte le mie visite precedenti avevo colto solo lo sguardo di insieme e qualche particolare come l’altare argenteo di San Jacopo. In questa esperienza ho avuto l’opportunità di contemplare tanti dettagli affascinanti, che spero siano scoperti anche da altri grazie al tour virtuale e i segnalatori informativi che sono presenti. Gli esempi sono tantissimi, dallo sguardo dolce della Vergine nella Madonna col Bambino del Verrocchio nella Cappella del SS. Sacramento, alla maestosità dei grandi dipinti del Coro, dalla quasi millenaria presenza nella Cattedrale della reliquia di S.Jacopo, fino al senso di storia della comunità che trasmettono le tombe dei Vescovi.

Visitare, esplorare, viaggiare.. al tempo del Covid è possibile farlo soltanto online. Dopo una visita digitale c’è ancora spazio per una visita ..in presenza?

Direi assolutamente di sì. Il digitale rappresenta un “assaggio”, una evocazione, che quasi sempre invoglia a rivivere la stessa esperienza di persona. Ognuno di noi ha vissuto probabilmente la differenza tra vedere un panorama in fotografia e vederlo con i propri occhi. Uno strumento di questo tipo, dato il suo particolare realismo, non fa altro che amplificare questo desiderio.

Quali altri progetti ha in cantiere? C’è un luogo particolare che le piacerebbe proporre per una visita virtuale?

Nello stesso spirito della Cattedrale, mi piacerebbe poter realizzare il tour di alcuni dei piccoli “scrigni” della nostra provincia, come musei tematici di nicchia o piccole chiese che attualmente sono chiusi o che comunque per varie ragioni sono di difficile accesso. Luoghi che, indipendentemente dalle problematiche attuali, restano in ombra nei circuiti turistici e artistici abituali perché schiacciati dai tanti “giganti” della Toscana, e che invece sono portatori di un messaggio di bellezza di pari dignità. Non ho certo competenze per stilare un elenco, ma personalmente mi viene in mente la Chiesa di San Leone. Così come mi piacerebbe realizzare un piccolo itinerario delle vie del Centro storico.

Daniele Grieco …pellegrino non solo “virtuale”

Ma lei.. fa questo di lavoro?

Mi occupo di marketing digitale, in particolare di strategie e strumenti per ingaggiare e coinvolgere gli utenti utenti attraverso i Social per la promozione di prodotti e servizi. La realizzazione di tour virtuali Matterport è uno dei servizi che propongo, e forse quello che mi appassiona di più.
Ho voluto realizzare il tour perché mi piaceva l’idea di un gesto di riconoscenza personale verso la Diocesi e la Città.

Cosa si augura per questo progetto dedicato alla Cattedrale?

Voglio essere ambizioso ed è un augurio che va al di là del tour. Mi piacerebbe che stimolasse la Chiesa, e, per motivi diversi, la nostra Città, a riflettere sulla importanza della comunicazione digitale nel nostro tempo, e sui nuovi e potenti strumenti per svilupparla.
Da un punto ecclesiale io, anche per motivi anagrafici, ho condiviso e vissuto l’entusiasmo della missione delineata in Comunicare il Vanelo in un mondo che cambia, gli Orientamenti pastorali del 2000. Un passaggio centrale era la raccomandazione di una comunicazione comprensibile e che toccasse il cuore, perché la possibilità di comunicare in modo nuovo e diffuso è un bene di tutta l’umanità e come tale va promosso e tutelato. Erano parole particolarmente profetiche, Facebook e i vari Social dovevano ancora nascere. Temo invece sia prevalso un atteggiamento di diffidenza e chiusura che determinano di fatto una assenza nei canali digitali. Certo ci sono complessità e sono legittime le riserve, ma nonostante questo rappresentano il principale luogo di aggregazione esistente. Portare messaggi positivi sul web oggi, salvo eccezioni, è prevalentemente promosso da realtà laiche, penso ai video dell’organizzazione TED il cui motto è ideas worth spreading che possiamo tradurre come “idee che meritano di essere diffuse”. Credo possano rappresentare una fonte di ispirazione metodologica.
Per la nostra città, invece, l’auspicio è di non essere autoreferenziale e troppo “provinciale”. Questo è un anno ancora di difficoltà, ma il 2022 è ragionevole pensare che il turismo ritornerà ad essere una enorme risorsa economica. L’anno iacobeo è un evento di fede, ma può essere anche un veicolo di trasmissione di storia, valori, cultura, arte e artigianato della nostra comunità; a dirlo in una parola, del “bello” della nostra Pistoia. Possiamo sfruttare i prossimi mesi per diffondere il più possibile in Italia e nel mondo questo nostro messaggio di bellezza per farne innamorare quante più persone possibili, e motivarle così a venire di persona a viverlo quando tornerà ad a essere possibile.

(L’intervista è stata parzialmente pubblicata su “La Vita” del 28 marzo 2021)