Aperta la Porta Santa: una diocesi in preghiera

Aperta la Porta Santa: una diocesi in preghiera

Aperta la Porta Santa: un rito suggestivo, un momento di preghiera corale e intensissimo

Sabato 9 gennaio il vescovo Tardelli ha aperto la Porta Santa della Cattedrale di Pistoia, inaugurando l’anno santo iacobeo. Un anno davvero speciale che invita tutti alla conversione, se non altro a mettersi in ascolto di se stessi e della Parola di Dio, a ripensare la propria vita e il proprio modo di stare in mezzo agli altri e al Creato.

La celebrazione, che ha seguito la liturgia della Festa del Battesimo di Nostro Signore, è avviata in Battistero, con la proclamazione del Vangelo e del Decreto di indizione dell’anno santo iacobeo da parte del cancelliere della Diocesi Roberto Breschi. Poi, al canto delle laudes regiae, il vescovo, accompagnato dai canonici,  i vicari foranei della Diocesi e altri presbiteri diocesani si è diretto processionalmente verso la Cattedrale fino alla Porta Santa.

Da quella porta si accedeva un tempo nell’antica cappella di San Giacomo apostolo, centro della devozione al santo apostolo dai tempi del vescovo Atto fino alla sua distruzione, per volontà del Vescovo Scipione de’ Ricci. «Questa la porta del Signore: per essa entriamo per ottenere misericordia e perdono»: a queste parole il vescovo ha colpito la Porta Santa con un piccolo martello liturgico finché non sono state spalancate le due ante. Dopo aver sostato in ginocchio in un momento di preghiera di grande suggestione, elevando il libro dei Vangeli il vescovo ha fatto ingresso in Cattedrale, seguito dai ministranti e dagli altri concelebranti. All’altare è stata incensata la reliquia di San Giacomo Apostolo, collocata, all’interno del suo prezioso reliquiario tardo gotico.

La celebrazione è poi proseguita secondo la liturgia propria della santa messa. «Con la pandemia siamo stati messi di fonte al dolore, alla morte, alla nostra umana impotenza e insieme grandezza; siamo spinti a guardare alle sorti del mondo e al futuro che vorremmo». Così il vescovo nell’omelia della santa messa che ha anche ricordato come  «Tutto questo ci costringe ad entrare più in profondità nelle cose, a guardare dentro noi stessi, a ripensare a tutta la nostra vita. E forse è proprio questo il senso di un anno santo».

«Questo anno – ha poi aggiunto mons. Tardelli – può essere allora davvero un tempo di ripensamento interiore; un tempo cioè di conversione; per riporsi le domande di fondo sulla vita; un tempo anche di potatura sicuramente, per buttar via il superfluo e tutte quelle incrostazioni che le nostre debolezze e i nostri peccati ci lasciano addosso».

Al termine della celebrazione anche un saluto e un ricordo particolare per i medici, i malati e tutto il personale dell’ospedale san Jacopo, duramente provati dalla pandemia e da mesi di emergenza.

Sua Eccellenza ha quindi impartito ai presenti e a quanti seguivano da casa attraverso la rete o la tv, la benedizione papale, cui era collegata, per concessione della Santa Sede, la possibilità dell’indulgenza plenaria alle condizioni della Chiesa.

All’apertura, in diretta su Tvl e in tutta Italia su Tv2000, per motivi di sicurezza legati alle misure di contenimento Covid, era presente una rappresentanza selezionata della Diocesi di Pistoia e delle istituzioni del territorio. Molti i sindaci, tra cui il primo cittadino di Pistoia Alessandro Tomasi, ma anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

Presenti, accanto alle forze dell’ordine, che hanno garantito uno svolgimento in piena sicurezza, anche numerosi volontari delle associazioni di soccorso del territorio e i membri di confraternite locali legate al pellegrinaggio e alle tradizioni iacobee.

(tutte le foto sono di Tommaso Lombardi)